UNIONE SARDA lettere non pubblicate

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UNIONE SARDA lettere non pubblicate
L'UNIONE NON LO DICE MA PUBBLICA SOLO QUEL CHE CONVIENE ALL'EDITORE. (Che non è "editore puro",  ma capo d'un potente gruppo).


Molte sono le lettere che L'UNIONE SARDA pubblica. Ma sono tante anche quelle che NON pubblica. Tante sono quelle che mandato io. Qualcuna, raramente, è stata pubblicata. Ma molte non lo sono state, perchè? Io ho una mia spiegazione: perchè criticano L'UNIONE SARDA  e/o contrastano con la "politica" de L'UNIONE SARDA, che a mio parere non è quella della verità ne quella della completezza, ma quella del "Gruppo".

Parole come "Verità", "completezza", "obiettività", "equilibrio", "scrupolo informativo", et similia, per la verità abbondano. Ma non nei fatti, ma solo nelle proclamazioni.

Ecco qui un florilegio di lettere inviate ma non pubblicate da L'UNIONE SARDA.

Ma prima un'ulteriore piccola premessa.

Sotto un tono amichevole, accattivante, disponibile, che più "buono" non si può, L'UNIONE SARDA funziona da organo di un gruppo. C'è sempre gruppo economico di aziende, interessi, ecc., anche quando apparentemente non ci sono legami visibili come il possesso di quote. Come gruppo o semplicemente azienda, L'UNIONE SARDA nella sua strategia fondamentale non può non avere un punto fermo sine qua non: buoni rapporti con chiunque abbia un potere. Principalmente, dunque: politica, magistratura, istituzioni d'ogni tipo. Del  resto una tale strategia è praticamente di tutti i giornali, da la Repubblica a La Stampa, al Corriere della Sera, Il Sole 24 ORE, ecc..


E' comunque sotto gli  occhi  di tutti che la stampa sarda, sedicente "indipendente", (senza mai dire "indipendente" da che), cioè L'UNIONE SARDA e LA NUOVA SARDEGNA, ha sempre fatto parte di gruppi economici. Gruppi indipendenti dai lettori. Dipendenti, e benissimo dipendenti, da se stessi e dalla rigorosa strategia di gruppo. In sostanza: tutto è fatto in coerenza con gli interessi, con i collegamenti, con gli scambi del gruppo con le "parti sociali" ciali". Dove per "parti sociali" io vedo i politici, i magistrati, i professori,ecc.. Ed "i deboli", e  "gli ultimi", "il popolo"? Domande retoriche.

Quanto allo specifico settore delle lettere dei lettori, io ho trovo che la politica de L'UNIONE SARDA non è diversa da quella di altri giornali, ad esempio la celebrata la Repubblica.


Ecco la "politica" de L'US quale io la vedo:

1.- proclamazione solenne, ad ogni occasione (ad esempio ricorrenze, cambio di direttore, cc.): noi accogliamo tutte le opinioni;

2.- proclamazione giornaliera: tutta la verità, nient'altro che la verità, (ci mancherebbe altro, per chi ci avete preso?);

3.- diamo sempre tutta la completezza. Non è pensabile che L'US dia una notizia incompleta tale da distorcene o cambiarne il senso o il significato.

IN  realtà io gpp credo che su L'US le opinioni, le notizie, ed i fatti sono raccontati in maniera tale da far leggere alla gente quel che l'US vuole farle  leggere. A forza di dire, insistere, documentare, argomentare, motivare, per secoli miliardi di persone hanno creduto fermamente che "gli ebrei sono cattivi", dannosi, sfruttatori, complottisti.  

Esempio: in Sardegna, la criminale disfatta della sanità, (ma solo quella delle classi povere). C'è sempre l'accorata denuncia de L'US, ma  è generica. Si dà la colpa al destino cinico e baro. Avete mai visto un articolo dare la colpa dello sfascio e delle sofferenze delle classi deboli ad un partito deteterminato, ad un assessore, ad una giunta? Quando va bene la responsabilità è "della politica", "del malgoverno" (di chi?), delle " scelte sbagliate" (di chi?), a "riforme da rifare", ecc. . In questa maniera L'US non colpisce nessuno, tantomeno i responsabili. Con tutti e con tutto il Gruppone US tiene buoni rapporti. Ognuno della classe di Potere sa che da L'US non ha niente da temere, e ricambia.

La politica, la magistratura, la burocrazia, possono fare  i danni che vogliono, L'US insabbierà.

Quanto alle lettere dei lettori, ecco la politica de L'UNIONE quale io l'ho vista:  

1.-Pubblicazione di quelle che giovano, educate, pungenti ma non troppo, e con vie d'uscita. Si pubblicano finoa a che non siano critiche nei confronti de L'US o troppo critiche nei confronti di quel partito o di qualcuno del Potere.

2.- NO, e cancellazione automatica dalla posta elettronica senza nemmeno lettura, delle lettere di chi (ad esempio Gian Paolo Porcu), è critico nei confronti del giornale, della magistratura, della politica,  facendo nomi.

Sono almeno quiattro i temi relativamente ai quali sui quali L'UNIONE SARDA  NON ha pubblicato le mie lettere volutamente critiche. (La verità fa male!):

Livello 1- BANCO DI SARDEGNA, processi penali da me subiti con oggetto lo statuto 18/10/190 del Banco di Sardegna. Processi contro Gian Paolo PORCU  nei quali L'UNIONE SARDA ha  inzuppato il biscotto. I l Potere (politica+magistratura+stampa) aveva necessità di massacrare Gian Paolo Porcu che aveva denunciato (alla procura) quella che sembrava (era!) una nefandezza. E L'US ha eseguito!
Chi non ci crede legga. Legga e faccia domande,alle quali il sottoscritto Gian Paolo Porcu risponderà puntualmente. Chi non risponderà nemmeno sotto tortura sono magistratura e stampa e governo.Sì, il governo Draghi. (Non ci credete? Domandatemi!).



Livello 2- Disastro del BANCO DI SARDEGNA, provocato dai politici. Con L'UNIONE SARDA che per decenni s'è voltata dall'altra parte. Il disastro s'è concluso con "la svendita" del Banco a BiPER (che sta in Emilia). Il danno  per la SARDEGNA è stato, e continua a essere acor oggi (2022), semplicemente COLOSSALE. Molto più nocivo delle pale solari, della ventilata provatizzazionme dell'aereoporto,ecc.. Mauro PILI, batti un colpo!  

Livello 3 - PALAZZI DI GIUSTIZIA, art.25 COSTITUZIONE. Assoluzioni di politici a nastro. Ma chi e come nomina il giudice del processo? Assoluto silenzio dei solerti speciolisti giudiziari de L'US.

Livello 4.-  MIGRANTI. L'UNIONE  SARDA è invasionista. Leggere per credere. Di fatto fa propaganda invasionista. Mauro PILI dove sei? Spiegaci quanti disoccupati sub sahariani  dovrebbe accogliere il Sulcis, dove la metà dei giovani
ha perso ogni speranza e non cerca neppure più.
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